SatisFace
Andrea Zanzotto.
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Oltre 2100 chilometri percorsi a piedi dall’Alto Adige alla Sicilia, tre paia di scarpe consumate in poco più di tre mesi, in compagnia di amici e di una troupe che ha ripreso le fasi salienti del viaggio per produrre un documentario. In breve, questo è Italica 150, impresa fisica prima che letteraria di Enrico Brizzi, con Marcello Fini e Samuele
Dario Borso indaga sulla “fortuna” italiana di uno scrittore come Arno Schmidt e un “parere” di Cesare Cases sullo scrittore tedesco. In un momento in cui la casa editrice Zandonai ha pubblicato meritoriamente Paesaggio lacustre con Pocahontas, splendido testo di Schmidt tradotto dallo stesso Dario Borso, scelto tra l’altro dai lettori di Satisfiction come miglior libro del 2011. Il

Paolo Melissi Ogni giorno arrivano nelle librerie italiane 150 novità librarie: nell’arco di un anno c’è letteralmente da perdersi in un autentico labirinto di carta anche per il lettore più appassionato. Le fonti di informazione, per fortuna, sono aumentate in maniera esponenziale, sopratutto grazie a Internet, che ha affiancato i media tradizionali, moltiplicando quasi all’infinito le possibilità di proporre e
Avere vent’anni negli anni Venti. Essere scampati alla morte delle trincee e scegliere, tra un ballo e un dinner, un’eterea creatura. Più per farsi amare che per amarla. Antoine sceglie Marianne. La fa aspettare e si fa desiderare quasi con crudeltà. Si sposeranno. E lui si innamorerà di un’altra. «Antoine ed Evelyne si portarono contemporaneamente il bicchiere alla bocca e
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Jerome D. Salinger si è spento all’età di novantuno anni. Nel precipitarsi a darne notizia, i giornali di tutto il mondo, per la fretta, hanno diffuso false informazioni. Hanno detto, per esempio, che Salinger è nato un certo giorno a New York ed è morto ieri l’altro in una località del New Hampshire. Inesatto. Ma bisogna capirli: è quello che
Il primo colpo al Cile di Allende lo diede lo sciopero dei camionisti. Ma uno sciopero dei critici letterari, mai? Voglio dire: la condizioni a cui siamo costretti dalle case editrici e dagli editori dei giornali per cui lavoriamo è insostenibile. Non credete? Respirate? Siete vivi? Pronto? Siamo sempre più schiavi della dittatura delle novità: tutto deve essere nuovo, scintillante,
“The Penguin Anthology of 20th Century American Poetry” edited by Rita Dove. C’è una poesia, in questa meravigliosa antologia della poesia Americana del secolo scorso, che da sola varrebbe l’acquisto del libro. L’autore è Robert Francis (1901-1987), nato a Upland, in Pennsylvania, laureato a Harvard, e per lungo tempo scrittore freelance nel Massachusetts. Fra i suoi “mentori” poetici c’era Robert
Se dico, e lo dico, che Jovanotti è il più grande poeta italiano contemporaneo voglio sottolineare l’imprescindibile sostanza popolare della poesia, la sua necessità di veicolare attraverso il linguaggio certi valori, ribaltando depressive visioni comuni e non capisco perché chi non mi dà direttamente addosso ritiene al limite che voglia fare lo strambo. La poesia di chi scrive direttamente poesia
La primavera scorsa, mentre definivamo il ruolo che avrebbe svolto nell’edizione delle Poesie sparse di Paul Celan (uscite poi con una sua postfazione per Nottetempo), Andrea Zanzotto mi accennò a un suo vecchio intervento televisivo di commento al primo libro di Celan tradotto in Italia. Indicazioni più precise non riuscii a cavargli, ma il detto non era poco. Innanzitutto son
Satisfiction pubblica – per la prima volta in Italia – uno dei testi fondamentali dell’opera di Enrique Vila-Matas, Autobiografia capricciosa, curato e introdotto da Edoardo Pisani. “E se scrivere fosse, nel libro, farsi leggibili per tutti, e indecifrabili per se stessi?” Così scrive Vila-Matas in una pagina di Dublinesque, riprendendo una frase di Maurice Blanchot e prestandola al suo Samuel
Forse l’idea di scomparire era tutta una posa. Né il seguito de Il Giovane Holden né altre casse di manoscritti sono stati trovati nella casa di Cornish, New Hampshire, dove i fotografi gli tendevano agguati. Ma la lettera con cui Salinger rifiuta di vendere al cinema i diritti del suo romanzo di culto è un capolavoro di sincerità oltre che
A raccontare per primo la figura dell’hobo americano non furono Mark Twain, Jack London, Charlie Chaplin o Jack Kerouac, che diedero un’epica narrativa alla dimensione del vagabondo “on the road”, ma lo scrittore Ralph Keeler (1840-1873) oggi al centro di una vera riscoperta nei campus e nelle librerie americane, ma ad oggi ancora del tutto sconosciuto ed inedito in Italia.
Non aveva ancora trent’anni il Jack London che scrisse questo appassionato, tremendo, apocalittico e scioccante saggio. Scelse di chiudere così la raccolta di saggi Rivoluzione del 1910: un incontro tra ideali, visione razionale e sociale, desiderio per sé e per tutti di emancipazione. E dolore, molto dolore. London rimane unico perché lanciava sfide a carte scoperte. Aveva detto “trasformerò il